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	<title>Associazione Grilli Parlanti &#187; regione</title>
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	<description>Una voce indipendente a Siena e provincia</description>
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		<title>Geotermia e Monte Amiata</title>
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		<pubDate>Fri, 23 May 2008 14:39:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo:
L’attacco che nei  giorni scorsi la Regione Toscana ha diretto  al vulcanologo   Andrea Borgia è infondato, infatti è la stessa relazione dell’Università  di Siena a dare ragione allo scienziato. Chiunque, leggendo la  relazione, se ne può accertare. Borgia suggeriva alla Regione di assumere  un atteggiamento di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo:</p>
<blockquote><p>L’attacco che nei  giorni scorsi la Regione Toscana ha diretto  al vulcanologo   Andrea Borgia è infondato, infatti è la stessa relazione dell’Università  di Siena a dare ragione allo scienziato. Chiunque, leggendo la  relazione, se ne può accertare. Borgia suggeriva alla Regione di assumere  un atteggiamento di prudenza, in quanto la riduzione del livello della  falda freatica dell’Amiata, provocata dallo sfruttamento geotermico,  aveva portato in altri campi geotermici  del mondo ad eruzioni idrotermali ed a inquinamento della falda acquifera.  Aveva altresì riportato una serie di eventi eruttivi collegati con  lo sfruttamento geotermico, avvenuti negli ultimi 15 anni in Amiata,  in conseguenza dei quali vi erano stati rilevanti danni alle persone,  agli animali, all’ambiente e alle cose. Ma veniamo al dunque.<br />
<strong><em><span style="text-decoration: underline;">Punto primo, pericolo di eruzioni</span> <span style="text-decoration: underline;">idrotermali</span></em></strong><em><span style="text-decoration: underline;">.</span> In breve, l’Università di Siena  afferma che è azzardato paragonare gli effetti ambientali ed i rischi  di eruzioni idrotermali  di altri campi geotermici alla situazione  amiatina. Ovviamente chiunque è d’accordo: Siena non nega la possibilità  che vi possano essere eruzioni idrotermali in Amiata (come potrebbe,  se già ve ne sono state), dice soltanto che gli effetti ed i rischi  connessi sono necessariamente diversi. Come mai si vuole travisare quanto  scritto da Siena, per denigrare l’operato di Borgia? </em></p>
<p><em></em><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Punto secondo, riduzione drastica del livello della</span> <span style="text-decoration: underline;">falda acquifera</span>.</em></strong><em> Consta precisare che questa riduzione  non è stata calcolata da Borgia, ma misurata  dalla Dr.ssa  Manzella del Cnr di Pisa per la Regione, tanto che a seguito  di queste misure, e dando retta a Borgia, la Regione ha richiesto che  nel bilancio idrico dell’Amiata fosse inclusa anche l’estrazione  di vapore dal campo geotermico. Siena risponde che dal 1994 ad oggi  non vi è stata una variazione significativa nelle portate della Galleria  Nuova delle sorgenti del Fiora. Di nuovo Siena è d’accordo con Borgia,  lo sfruttamento dei campi geotermici superficiale e profondo è iniziato,  infatti, rispettivamente negli anni  ’50-60 e negli anni ’80. La riduzione dell’acquifero, nel  ’94, c’era già stata; non per niente la prima eruzione idrotermale  è del 1992! Senza contare che le sorgenti in quota sono ormai in secca  totale. Come mai si vuole di nuovo travisare quanto scritto nella relazione  di Siena per denigrare Borgia? </em> <strong><em></em></strong></p>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Punto terzo,</span> <span style="text-decoration: underline;">l’eruzione di acqua, vapore e gas incondensabili  dai camini della miniera di Abbadia  San Salvatore.</span> </em></strong><em> L’Università di Siena sottolinea che  si tratta di “sondaggi minerari”, da cui si registrava la fuoriuscita  di gas addirittura già dalla fine degli anni cinquanta. Cioè, Siena  nemmeno discute la natura di tali eruzioni, tanto questa è palese,  ma addirittura sottolinea che fin dagli anni  ’50 vi erano emissioni di gas geotermici. Ma guarda, si è sempre  saputo che vi è un contatto diretto tra campo geotermico, falda acquifera  e superficie. Come mai, impunemente, qualcuno tuttavia si adopera a  negarlo? </em></p>
<p><em></em><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Punto quarto,  inquinamento della falda acquifera</span>.</em></strong><em> Di nuovo Siena, e con lei Borgia, ha ragione, anche i bimbi conoscono  la pentola che bolle. L’acqua scende in basso alimentando il sistema  geotermico dove si riscalda e, diventata più leggera, torna a salire  mescolandosi e inquinando l’acquifero superficiale. Ovviamente l’Università  di Siena si concentra solo sull’acqua che dall’acquifero scende  nel campo geotermico, perché è questo fenomeno che impoverisce l’acquifero.  E per quanto riguarda il progressivo inquinamento della falda sono proprio  i dati Arpat allegati alla relazione  dell’Ateneo senese che lo dimostrano. L’inquinamento delle sorgenti  infatti aumenta nel tempo, e spesso l’Arsenico supera  di molto i limiti di legge. Ma allora viene da domandarsi come mai vi  è stata una presa di posizione così vistosa contro Borgia da parte  della Regione?Probabilmente perché chi ha scritto le conclusioni della  relazione non l’aveva letta bene! </em> <strong><em>Vuole adesso la Regione prendere  in considerazione la proposta del Prof. Borgia di ridurre al minimo  la produzione di vapore dal campo geotermico per permettere all’acquifero  di ricaricarsi, </em></strong><em>così da evitare ulteriori pericoli e crisi  idriche alla popolazione (ultima quella del 26 aprile scorso a Castiglione  d’Orcia)?</em></p>
<p><strong><em>Comitati  per la Salvaguardia dell’Ambiente del Monte Amiata Est e Ovest;  Comitato Val d’Orcia Crete Senesi;  Coordinamento Comitati Ambientali Provincia di Grosseto;   Italia Nostra, Sezioni di Siena e di Grosseto;  Circolo Legambiente Chianciano, Montepulciano, Chiusi e Sarteano (22 maggio 2008)<br />
</em></strong></p></blockquote>
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		<title>Invaso di San Piero, passato e presente di una &#8220;cattedrale nel deserto&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 01 May 2008 10:08:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>O-Zone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da IlCittadinoOnLine:
&#8230;
L’invaso di San Piero fu costruito con un grande sforzo amministrativo, economico e politico da un consorzio a cui aderirono tutti i comuni interessati al progetto: Montepulciano, Castiglione d’Orcia, Radicofani, San Quirico, Chianciano e Pienza.
Oggi, dimenticata fra i sassi come una di quelle opere che vengono definite a giusta ragione una “cattedrale nel deserto”, la diga [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da <a href="http://www.ilcittadinoonline.it/index.php?id=414">IlCittadinoOnLine</a>:</p>
<blockquote><p>&#8230;<br />
<strong>L’invaso di San Piero fu costruito con un grande sforzo amministrativo, economico e politico</strong> da un consorzio a cui aderirono tutti i comuni interessati al progetto: Montepulciano, Castiglione d’Orcia, Radicofani, San Quirico, Chianciano e Pienza.<br />
Oggi, dimenticata fra i sassi come una di quelle opere che vengono definite a giusta ragione una <strong>“cattedrale nel deserto”</strong>, la diga della Valdorcia serve soltanto a testimoniare l’incapacità delle amministrazioni locali che si sono succedute nel tempo: incapacità nell&#8217;affrontare un recupero e nel concludere un&#8217;opera mastodontica ma, ai fatti, utile.</p>
<p>&#8230;</p>
<p><strong>Se la diga di San Piero fosse stata realizzata – oggi – disporremmo di un invaso artificiale della capacità utile di 10,7 milioni di metri cubi d’acqua</strong>. Di tale capacità si sarebbe potuto fare un utilizzo plurimo, ci sarebbe stata acqua per tutti e per tutto: dall’irrigazione agricola per un comprensorio di 3.100 ettari, all’uso potabile, artigianale e per l’ambiente (l’invaso avrebbe alimentato anche il fiume Orcia che, invece, nel frattempo è stato distrutto dalle draghe che hanno portato via la ghiaia; cos’ì l’acqua, quella poca che non è sottratta dalle piscine degli agriturismi, dagli agricoltori e dai Comuni, sparisce nel letto nudo del fiume).  Su questa, che è una catastrofe ambientale macroscopica, cosa hanno da dire gli ambientalisti del “microclima”?</p>
<p><strong>Un progetto importante quello dell&#8217;invaso di San Piero che, fino al 1986, fu finanziato dal Ministero dell’Agricoltura e dalla Regione con ben 20 miliardi di lire</strong> ma che, un brutto giorno, e senza dare spiegazioni che andassero oltre il “microclima”, la Regione ha abbandonato interrompendo i finanziamenti e lasciando i lavori al punto in cui ancora oggi sono.</p>
<p>&#8230;</p></blockquote>
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		<title>Firme per l&#8217;Aeroporto</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Mar 2008 10:45:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le liste civiche hanno allestito un banchetto di raccolta firme a Siena, in Piazza Postierla (Quattro Cantoni) Venerdi 28 c.m. dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20.
Chi fosse impossibilitato a raggiungere il centro storico può sottoscrivere la richiesta presso Speedy Foto, Colonna San Marco (SIENA).
Invitiamo la cittadinanza a sottoscrivere la richiesta regionale per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.grilliparlanti.org/wp-content/uploads/2008/03/firma.thumbnail.jpg" alt="Firma" align="left" />Le liste civiche hanno allestito un banchetto di raccolta firme a Siena, in <strong>Piazza Postierla (Quattro Cantoni) <strong>Venerdi 28 c.m. dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20.</strong></strong></p>
<p>Chi fosse impossibilitato a raggiungere il centro storico può sottoscrivere la richiesta presso Speedy Foto, Colonna San Marco (SIENA).</p>
<p>Invitiamo la cittadinanza a sottoscrivere la richiesta regionale per una partecipazione democratica alla questione dell&#8217;Aeroporto di Ampugnano.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dì la tua: Siena-Bettolle come la Siena-Grosseto ?</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Mar 2008 08:32:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prendo spunto da un articolo odierno sul IlCittadinoOggi:
                               SIENA. Aperto oggi al traffico l&#8217;ultimo tratto del primo lotto Ruffolo-Casetta&#8221; della Due Mari.
&#8230;
Il tratto inaugurato oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.grilliparlanti.org/wp-content/uploads/2008/03/dilatua.thumbnail.png" alt="DiLaTua" align="left" />Prendo spunto da un articolo odierno sul <a href="http://www.ilcittadinooggi.it/L5.cfm?Id=22919">IlCittadinoOggi</a>:</p>
<blockquote><p>                               SIENA. Aperto oggi al traffico l&#8217;ultimo tratto del primo lotto Ruffolo-Casetta&#8221; della Due Mari.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>Il tratto inaugurato oggi ha una lunghezza di circa 400 metri, comprende il viadotto &#8220;Bozzone&#8221; (lungo circa 80 metri, a tre campate), e completa il primo lotto del raddoppio a quattro corsie della Siena-Bettolle, già precedentemente aperto al traffico. Il primo lotto complessivamente ha una lunghezza di 4,5 km, oltre a circa 2,5 Km di strade complanari per la cucitura con la viabilità lo cale. Il costo dei lavori è stato di 17,9 milioni di euro.</p></blockquote>
<p>Mi ricordo che i lavori per la Siena-Bettolle sono andati piuttosto spediti, ad eccezione della tratta da Casetta a Siena che è rimasta &#8220;incompiuta&#8221; per diversi anni. Poi han fatto anche quella, con calma, lasciando solo il tratto tra Taverne ed il Ruffolo che è rimasto lì per un bel pò di tempo, causando ingorghi e notevoli disagi agli abitanti di Taverne ed Arbia (mi ricordo le interminabili code mattutine verso Siena&#8230;.). Sembra che il parto, lungo e travagliato, abbia avuto un buon esito.</p>
<p>La famosa &#8220;Due Mari&#8221; dovrebbe collegare Grosseto a Fano: 270Km totali, di cui solo il 56% realizzati: <em>L’Unione Europea ha classificato la SGC Grosseto–Fano con la sigla E 78 inserendola tra gli itinerari europei est–ovest e la sua validità è stata ribadita recentemente dal Governo Italiano che l’ha inserita tra le priorità della intera rete italiana, al pari della variante di valico della Autostrada A1 o della A3 Salerno–Reggio Calabria.</em></p>
<p>Appunto, il paragone con la SA-RC pare azzecato. Interessante comunque notare come, nel lato grossetano, la 4 corsie sia già arrivata a Campagnatico mentre dal lato senese&#8230;beh&#8230;han realizzato, dopo tanto, qualche misero km da Siena alla galleria di Monsindoli. Considerata l&#8217;importanza di tale arteria di comunicazione (credo che tutti i senesi siano stati, almeno una volta nella vita, incolonnati per ore al ritorno dal mare&#8230;) e la pericolosità della strada (che ha già causato decine di decessi) non si comprende proprio come mai i lavori vadano così al rilento.</p>
<p>Insomma, <strong>dì la tua !</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una firma per un &#8220;referendum&#8221; sull&#8217;Aeroporto !</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Mar 2008 08:36:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Il Comitato Contro l&#8217;Ampliamento dell&#8217;Aeroporto, ai sensi della legge Regionale Toscana n. 69 del 27 Dicembre 2007 &#8220;Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali&#8221;, raccoglie le firme dei residenti in provincia per avviare il processo partecipativo sulla questione dell&#8217;Aeroporto di Ampugnano. Possono firmare tutti i cittadini residenti che hanno compiuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.grilliparlanti.org/wp-content/uploads/2008/03/firma.thumbnail.jpg" alt="Firma" style="margin: 5px" align="left" border="2" /></p>
<p>Il Comitato Contro l&#8217;Ampliamento dell&#8217;Aeroporto, ai sensi della legge Regionale Toscana n. 69 del 27 Dicembre 2007 &#8220;Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali&#8221;, raccoglie le firme dei residenti in provincia per avviare il processo partecipativo sulla questione dell&#8217;Aeroporto di Ampugnano. <em>Possono firmare tutti i cittadini residenti che hanno compiuto i 16 anni di età.</em></p>
<p><strong>Il termine ultimo per le firme è il 31 Marzo 2008.</strong></p>
<p>Se vuoi apporre la tua firma ma non sai a chi chiedere, manda una mail a <a href="mailto:o-zone@zerozone.it">Michele Pinassi</a> oppure recati presso Speedy Foto, Colonna di San Marco (SIENA).</p>
]]></content:encoded>
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