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	<title>Associazione Grilli Parlanti &#187; acqua</title>
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	<description>Una voce indipendente a Siena e provincia</description>
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		<title>Acqua &#8220;buona&#8221; alla Colonna San Marco</title>
		<link>http://www.grilliparlanti.org/2009/11/04/acqua-buona-alla-colonna-san-marco/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 10:21:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stata inaugurata in questi giorni una cannellina di acqua minerale alla Colonan San Marco. Grande pubblicità sull&#8217;acqua buona: ma allora quella che paghiamo e che esce dai nostri rubinetti non è buona ?
L&#8217;acqua BUONA e POTABILE è un diritto inalienabile di ogni essere umano. Soprattutto in una zona come la nostra, dove ci sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stata inaugurata in questi giorni una cannellina di <em>acqua minerale</em> alla Colonan San Marco. Grande pubblicità sull&#8217;<em><strong>acqua buona</strong></em>: ma allora quella che paghiamo e che esce dai nostri rubinetti <em><strong>non è buona</strong></em> ?</p>
<p>L&#8217;acqua BUONA e POTABILE è un diritto inalienabile di ogni essere umano. Soprattutto in una zona come la nostra, dove ci sono sia le infrastrutture che i soldi, oltre che alle falde idriche, per averla ! E poi, oltre a questa <em>propaganda</em>, dobbiamo pure subire le tariffe tra le più alte d&#8217;Italia&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Acqua: un diritto, non una merce</title>
		<link>http://www.grilliparlanti.org/2009/04/21/acqua-un-diritto-non-una-merce/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 10:46:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>O-Zone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci segnalano un articolo di Piero Ricca sull&#8217;Acqua:
Non ha destato particolare scandalo la legge 133, approvata con voto di fiducia (e con gli italiani sotto l’ombrellone) il 6 agosto 2008, dov’era nascosto l’articolo 23 bis con il quale si fa obbligo ai comuni di privatizzare tutti i servizi pubblici locali entro il 2010, compresi i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci segnalano <a href="http://www.wumagazine.com/index.php/wumagazine/articoli/attualita/2/">un articolo di Piero Ricca</a> sull&#8217;Acqua:</p>
<blockquote><p>Non ha destato particolare scandalo la legge 133, approvata con voto di fiducia (e con gli italiani sotto l’ombrellone) il 6 agosto 2008, dov’era nascosto l’articolo 23 bis con il quale si fa obbligo ai comuni di privatizzare tutti i servizi pubblici locali entro il 2010, compresi i servizi idrici. Che cosa vuol dire in concreto?  Che la gestione dell’acqua potabile dev’essere messa sul mercato, a disposizione del miglior offerente, cioè di quel pugno di grandi società che si spartiscono il mercato nazionale e internazionale dei servizi idrici.</p>
<p>&#8230;.</p>
<p><em>“Le ragioni per opporsi con determinazione alla privatizzazione dell’acqua sono numerose”</em> afferma Emilio Molinari, punto di riferimento del comitato italiano del Contratto Mondiale per l’Acqua. <em>“Poche grandi corporation domineranno il mercato di un bene primario per la vita, decidendo tariffe e investimenti con criteri meramente aziendali; dove l’acqua è già nelle mani dei privati le bollette aumentano e la qualità si abbassa. Emblematico il caso di Aprilia, con aumenti delle bollette superiori al 200 per cento. Privatizzare tutta l’acqua potabile del nostro Paese è un terribile salto nel buio, è privatizzare la vita stessa dei cittadini italiani, giocarla in borsa, consegnarla al profitto privato, nelle mani di un cartello monopolistico di 4 multiutility (Acea, Iride, Hera, A2A), di 2 multinazionali francesi (Suez-Lyonnais des eaux e Veolia), di alcune banche come il Monte dei Paschi e imprenditori come Caltagirone e Pisante”</em>.</p>
<p>&#8230;.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Acqua, un italiano su tre paga bolletta irregolare</title>
		<link>http://www.grilliparlanti.org/2008/11/07/acqua-un-italiano-su-tre-paga-bolletta-irregolare/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Nov 2008 14:39:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>O-Zone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[servizio idrico]]></category>

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		<description><![CDATA[Apprendiamo da Repubblica.it:
Un italiano su tre paga una bolletta che non dovrebbe pagare. Lo dice la Corte Costituzionale (sentenza numero 335 del 10 ottobre scorso) precisando che il canone di depurazione delle acque si deve versare solo in presenza di questo servizio.
&#8230;
Parliamo di cifre significative. Gli investimenti necessari a costruire le infrastrutture mancanti vanno dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Apprendiamo da <a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/economia/prezzi-istat/bollette-acqua/bollette-acqua.html">Repubblica.it</a>:</p>
<blockquote><p>Un italiano su tre paga una bolletta che non dovrebbe pagare. Lo dice la Corte Costituzionale (sentenza numero 335 del 10 ottobre scorso) precisando che il canone di depurazione delle acque si deve versare solo in presenza di questo servizio.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>Parliamo di cifre significative. Gli investimenti necessari a costruire le infrastrutture mancanti vanno dai 30 euro per abitante l&#8217;anno previsti in Liguria agli 87 previsti a Pavia: una torta che complessivamente vale parecchie centinaia di milioni di euro. Fondi che si cercava di ottenere con una forma di prestito gratuito prelevandoli anticipatamente dalle bollette.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>Nei casi in cui il servizio non è coperto al cento per cento il cittadino può, dopo aver chiesto l&#8217;indice di depurazione al Comune che è tenuto a darlo, rivolgersi al giudice di pace per ottenere la restituzione della quota parte della bolletta relativa al servizio non prestato.</p></blockquote>
<p>Abbiamo richiesto al Comune di Siena e di Sovicille l&#8217;indice di depurazione relativo. Vi terremo aggiornati sulla vicenda. Siete pregati di segnalarci qualsiasi notizia inerente !</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Emergenza idrica in Provincia di Siena</title>
		<link>http://www.grilliparlanti.org/2008/07/16/emergenza-idrica-in-provincia-di-siena/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 07:10:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>O-Zone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da Valdelsa.net:
Si è tenuta ieri, lunedì 14 luglio, in Prefettura a Siena una riunione per scongiurare le situazioni di difficoltà, emerse in questo periodo in alcuni comuni della provincia di Siena, nell&#8217;erogazione dell&#8217;acqua potabile, tanto da determinare alcune interruzioni del servizio idrico.
&#8230;
Occorre prendere atto, innanzi tutto, che nonostante gli andamenti climatici degli ultimi mesi, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da <a href="http://www.valdelsa.net/det-cy32-it-EUR-19980-.htm">Valdelsa.net</a>:</p>
<blockquote><p>Si è tenuta ieri, lunedì 14 luglio, in Prefettura a Siena una riunione per scongiurare le situazioni di difficoltà, emerse in questo periodo in alcuni comuni della provincia di Siena, nell&#8217;erogazione dell&#8217;acqua potabile, tanto da determinare alcune interruzioni del servizio idrico.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>Occorre prendere atto, innanzi tutto, che nonostante gli andamenti climatici degli ultimi mesi, che indubbiamente hanno favorito una ricarica degli acquiferi più superficiali, le principali sorgenti, che garantiscono il fabbisogno idrico delle province di Grosseto e Siena, non mostrano segni di miglioramento.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>Alcune sorgenti nelle aree del Chianti sono pressoché esaurite e alcuni pozzi mostrano significative riduzioni di portata.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>Certamente, il problema del governo delle risorse idriche deve essere assunto come centrale nell&#8217;agenda degli Enti Locali, del Governo Regionale e, per la parte di competenza, di quello Nazionale, determinando orientamenti e indirizzi unitari nel governo delle risorse idriche capaci di disciplinare i diversi utilizzi dell&#8217;acqua (potabile, agricolo, industriale) secondo una visione complessiva e graduata delle esigenze, procedendo alla realizzazione di interventi risolutivi mediante la realizzazione di bacini di accumulo, impianti di captazione di acque superficiali, realizzazioni di nuove dorsali acquedottistiche, nonché, se necessario, di impianti di desalinizzazione, per gestire in modo razionale la risorsa idrica.</p>
<p>Tuttavia, nell&#8217;immediato, appare altresì necessario prendere atto che, nei comuni in cui la situazione è già critica, l&#8217; Acquedotto del Fiora potrebbe dover ricorrere alla chiusura dei serbatoi di distribuzione, durante la notte, per garantire una corretta erogazione durante le ore diurne.</p>
<p>&#8230;</p></blockquote>
<p>Sembra proprio che anche la Ns bella provincia, verde, con tante sorgenti e tanta acqua, dopo decenni di <em>spericolatezze</em> e <em>sprechi</em> (vedi l&#8217;invaso di San Pietro, ad esempio) da parte delle amministrazioni (e non solo !) si trovi in difficoltà idrica. Ed anche davanti all&#8217;emrgenza non ci pensano un solo secondo a salvaguardare una delle sorgenti più importanti per Siena: il Luco, sito nella piana di Rosia, che stà per essere distrutto dallo sciagurato progetto dell&#8217;aeroporto di Ampugnano. Bravi, continuate così !</p>
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		<title>Geotermia e Monte Amiata</title>
		<link>http://www.grilliparlanti.org/2008/05/23/geotermia-e-monte-amiata/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 May 2008 14:39:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>O-Zone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo:
L’attacco che nei  giorni scorsi la Regione Toscana ha diretto  al vulcanologo   Andrea Borgia è infondato, infatti è la stessa relazione dell’Università  di Siena a dare ragione allo scienziato. Chiunque, leggendo la  relazione, se ne può accertare. Borgia suggeriva alla Regione di assumere  un atteggiamento di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo:</p>
<blockquote><p>L’attacco che nei  giorni scorsi la Regione Toscana ha diretto  al vulcanologo   Andrea Borgia è infondato, infatti è la stessa relazione dell’Università  di Siena a dare ragione allo scienziato. Chiunque, leggendo la  relazione, se ne può accertare. Borgia suggeriva alla Regione di assumere  un atteggiamento di prudenza, in quanto la riduzione del livello della  falda freatica dell’Amiata, provocata dallo sfruttamento geotermico,  aveva portato in altri campi geotermici  del mondo ad eruzioni idrotermali ed a inquinamento della falda acquifera.  Aveva altresì riportato una serie di eventi eruttivi collegati con  lo sfruttamento geotermico, avvenuti negli ultimi 15 anni in Amiata,  in conseguenza dei quali vi erano stati rilevanti danni alle persone,  agli animali, all’ambiente e alle cose. Ma veniamo al dunque.<br />
<strong><em><span style="text-decoration: underline;">Punto primo, pericolo di eruzioni</span> <span style="text-decoration: underline;">idrotermali</span></em></strong><em><span style="text-decoration: underline;">.</span> In breve, l’Università di Siena  afferma che è azzardato paragonare gli effetti ambientali ed i rischi  di eruzioni idrotermali  di altri campi geotermici alla situazione  amiatina. Ovviamente chiunque è d’accordo: Siena non nega la possibilità  che vi possano essere eruzioni idrotermali in Amiata (come potrebbe,  se già ve ne sono state), dice soltanto che gli effetti ed i rischi  connessi sono necessariamente diversi. Come mai si vuole travisare quanto  scritto da Siena, per denigrare l’operato di Borgia? </em></p>
<p><em></em><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Punto secondo, riduzione drastica del livello della</span> <span style="text-decoration: underline;">falda acquifera</span>.</em></strong><em> Consta precisare che questa riduzione  non è stata calcolata da Borgia, ma misurata  dalla Dr.ssa  Manzella del Cnr di Pisa per la Regione, tanto che a seguito  di queste misure, e dando retta a Borgia, la Regione ha richiesto che  nel bilancio idrico dell’Amiata fosse inclusa anche l’estrazione  di vapore dal campo geotermico. Siena risponde che dal 1994 ad oggi  non vi è stata una variazione significativa nelle portate della Galleria  Nuova delle sorgenti del Fiora. Di nuovo Siena è d’accordo con Borgia,  lo sfruttamento dei campi geotermici superficiale e profondo è iniziato,  infatti, rispettivamente negli anni  ’50-60 e negli anni ’80. La riduzione dell’acquifero, nel  ’94, c’era già stata; non per niente la prima eruzione idrotermale  è del 1992! Senza contare che le sorgenti in quota sono ormai in secca  totale. Come mai si vuole di nuovo travisare quanto scritto nella relazione  di Siena per denigrare Borgia? </em> <strong><em></em></strong></p>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Punto terzo,</span> <span style="text-decoration: underline;">l’eruzione di acqua, vapore e gas incondensabili  dai camini della miniera di Abbadia  San Salvatore.</span> </em></strong><em> L’Università di Siena sottolinea che  si tratta di “sondaggi minerari”, da cui si registrava la fuoriuscita  di gas addirittura già dalla fine degli anni cinquanta. Cioè, Siena  nemmeno discute la natura di tali eruzioni, tanto questa è palese,  ma addirittura sottolinea che fin dagli anni  ’50 vi erano emissioni di gas geotermici. Ma guarda, si è sempre  saputo che vi è un contatto diretto tra campo geotermico, falda acquifera  e superficie. Come mai, impunemente, qualcuno tuttavia si adopera a  negarlo? </em></p>
<p><em></em><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Punto quarto,  inquinamento della falda acquifera</span>.</em></strong><em> Di nuovo Siena, e con lei Borgia, ha ragione, anche i bimbi conoscono  la pentola che bolle. L’acqua scende in basso alimentando il sistema  geotermico dove si riscalda e, diventata più leggera, torna a salire  mescolandosi e inquinando l’acquifero superficiale. Ovviamente l’Università  di Siena si concentra solo sull’acqua che dall’acquifero scende  nel campo geotermico, perché è questo fenomeno che impoverisce l’acquifero.  E per quanto riguarda il progressivo inquinamento della falda sono proprio  i dati Arpat allegati alla relazione  dell’Ateneo senese che lo dimostrano. L’inquinamento delle sorgenti  infatti aumenta nel tempo, e spesso l’Arsenico supera  di molto i limiti di legge. Ma allora viene da domandarsi come mai vi  è stata una presa di posizione così vistosa contro Borgia da parte  della Regione?Probabilmente perché chi ha scritto le conclusioni della  relazione non l’aveva letta bene! </em> <strong><em>Vuole adesso la Regione prendere  in considerazione la proposta del Prof. Borgia di ridurre al minimo  la produzione di vapore dal campo geotermico per permettere all’acquifero  di ricaricarsi, </em></strong><em>così da evitare ulteriori pericoli e crisi  idriche alla popolazione (ultima quella del 26 aprile scorso a Castiglione  d’Orcia)?</em></p>
<p><strong><em>Comitati  per la Salvaguardia dell’Ambiente del Monte Amiata Est e Ovest;  Comitato Val d’Orcia Crete Senesi;  Coordinamento Comitati Ambientali Provincia di Grosseto;   Italia Nostra, Sezioni di Siena e di Grosseto;  Circolo Legambiente Chianciano, Montepulciano, Chiusi e Sarteano (22 maggio 2008)<br />
</em></strong></p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Invaso di San Piero, passato e presente di una &#8220;cattedrale nel deserto&#8221;</title>
		<link>http://www.grilliparlanti.org/2008/05/01/invaso-di-san-piero-passato-e-presente-di-una-cattedrale-nel-deserto/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 May 2008 10:08:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>O-Zone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da IlCittadinoOnLine:
&#8230;
L’invaso di San Piero fu costruito con un grande sforzo amministrativo, economico e politico da un consorzio a cui aderirono tutti i comuni interessati al progetto: Montepulciano, Castiglione d’Orcia, Radicofani, San Quirico, Chianciano e Pienza.
Oggi, dimenticata fra i sassi come una di quelle opere che vengono definite a giusta ragione una “cattedrale nel deserto”, la diga [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da <a href="http://www.ilcittadinoonline.it/index.php?id=414">IlCittadinoOnLine</a>:</p>
<blockquote><p>&#8230;<br />
<strong>L’invaso di San Piero fu costruito con un grande sforzo amministrativo, economico e politico</strong> da un consorzio a cui aderirono tutti i comuni interessati al progetto: Montepulciano, Castiglione d’Orcia, Radicofani, San Quirico, Chianciano e Pienza.<br />
Oggi, dimenticata fra i sassi come una di quelle opere che vengono definite a giusta ragione una <strong>“cattedrale nel deserto”</strong>, la diga della Valdorcia serve soltanto a testimoniare l’incapacità delle amministrazioni locali che si sono succedute nel tempo: incapacità nell&#8217;affrontare un recupero e nel concludere un&#8217;opera mastodontica ma, ai fatti, utile.</p>
<p>&#8230;</p>
<p><strong>Se la diga di San Piero fosse stata realizzata – oggi – disporremmo di un invaso artificiale della capacità utile di 10,7 milioni di metri cubi d’acqua</strong>. Di tale capacità si sarebbe potuto fare un utilizzo plurimo, ci sarebbe stata acqua per tutti e per tutto: dall’irrigazione agricola per un comprensorio di 3.100 ettari, all’uso potabile, artigianale e per l’ambiente (l’invaso avrebbe alimentato anche il fiume Orcia che, invece, nel frattempo è stato distrutto dalle draghe che hanno portato via la ghiaia; cos’ì l’acqua, quella poca che non è sottratta dalle piscine degli agriturismi, dagli agricoltori e dai Comuni, sparisce nel letto nudo del fiume).  Su questa, che è una catastrofe ambientale macroscopica, cosa hanno da dire gli ambientalisti del “microclima”?</p>
<p><strong>Un progetto importante quello dell&#8217;invaso di San Piero che, fino al 1986, fu finanziato dal Ministero dell’Agricoltura e dalla Regione con ben 20 miliardi di lire</strong> ma che, un brutto giorno, e senza dare spiegazioni che andassero oltre il “microclima”, la Regione ha abbandonato interrompendo i finanziamenti e lasciando i lavori al punto in cui ancora oggi sono.</p>
<p>&#8230;</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>ALLARME: SI ASCIUGANO LE FALDE DELL&#8217;AMIATA</title>
		<link>http://www.grilliparlanti.org/2008/03/19/allarme-si-asciugano-le-falde-dellamiata/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 09:36:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>O-Zone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da PrimaPagina:
 ‘In principio era  l’acqua’ &#8230;..ma da ora in poi non si sa. Le 700.000 utenze che si riforniscono con il bacino acquifero dell’Amiata tremano.
I bacini idrici dell’Orcia, del Paglia, del Fiora, Siena e provincia, Grosseto, parte dell’alto Lazio&#8230; sono in attesa del peggio.
&#8230;
Il serbatoio idrico dell’ Amiata è grande come il lago [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da <a href="http://www.primapaginachiusi.it/Default.aspx?IDMenu=news&amp;IDNews=829">PrimaPagina</a>:</p>
<blockquote><p> ‘In principio era  l’acqua’ &#8230;..ma da ora in poi non si sa. <strong>Le 700.000 utenze che si riforniscono con il bacino acquifero dell’Amiata tremano</strong>.<br />
I bacini idrici dell’Orcia, del Paglia, del Fiora, Siena e provincia, Grosseto, parte dell’alto Lazio&#8230; sono in attesa del peggio.<br />
&#8230;<br />
Il serbatoio idrico dell’ Amiata è grande come il lago di Bolsena, ma  accusa oggi una flessione del 45-55% del suo potenziale. Già nei mesi passati Radicofani e Abbadia S. Salvatore si sono trovate senz’acqua e il rifornimento tramite autobotti ha  rimediato un pò.  Ciò è devuto al fatto che le precipitazioni sono calate del 25 %, ma il problema non è solo qui. <strong>Lo sfruttamento delle falde acquifere profonde per la produzione di energia elettrica è oggi sotto accusa</strong> da parte di comitati e non solo.<br />
Il collegamento idraulico tra il bacino idropotabile ed il bacino geotermico è oggi ampiamente dimostrato, anche dagli studi della Regione Toscana.</p></blockquote>
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		<title>L´assessore regionale Bramerini non nasconde la gravità della situazione delle falde acquifere</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Feb 2008 08:01:36 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[acqua]]></category>
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		<description><![CDATA[Da AmbienteAmiata:
&#8230;
DOMANDA:Borgia sostiene che basterebbero pochi mesi di sospensione della coltivazione geotermica per far risalire l´acquifero, abbattere l´inquinamento, avere la prova che la geotermia è causa di inquinamento e abbassamento delle falde. Perché la Regione non aderisce a questa richiesta?
«Nel corso della prima riunione del tavolo tecnico che la Regione ha istituito per l´Amiata lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da <a href="http://www.ambienteamiata.it/public/index.php?d=18&amp;m=02&amp;y=08">AmbienteAmiata</a>:</p>
<blockquote><p>&#8230;</p></blockquote>
<blockquote><p><strong>DOMANDA:Borgia sostiene che basterebbero pochi mesi di sospensione della coltivazione geotermica per far risalire l´acquifero, abbattere l´inquinamento, avere la prova che la geotermia è causa di inquinamento e abbassamento delle falde. Perché la Regione non aderisce a questa richiesta?</strong></p>
<p>«Nel corso della prima riunione del tavolo tecnico che la Regione ha istituito per l´Amiata lo stesso Borgia ha ribadito ciò che aveva già scritto sull´opportunità di ulteriori approfondimenti. Tutti i tecnici presenti si sono dichiarati d´accordo sull´utilità di aver affidato un nuovo studio, assegnato all´università di Siena con gara di evidenza pubblica, per valutare le correlazioni tra geotermia e inquinamento di aria e acqua».</p>
<p><strong>DOMANDA:Avevate promesso un bando internazionale (infatti ha vinto Siena.. NdR). Si sarebbero evitati veleni e sospetti di parzialità avanzati da chi, i comitati, rileva come un importante membro dell´équipe universitaria è stato consulente di Enel e che candidati alla gara sono stati eliminati per vizi formali.</strong></p>
<p>«Nessuno ha fatto ricorso per la gara. Stiamo assistendo ad un poco edificante tentativo a priori di delegittimare l´università di Siena e una sua équipe formata da venti scienziati indicati da due diversi dipartimenti. Tra questi c´è il professor Riccobono, che oltre che di Enel è stato consulente del ministero dell´ambiente e che vanta un curriculum di tutto rispetto».</p>
<p><strong>DOMANDA: Il giro d´affari di Enel sulla geotermia in Toscana sarebbe di 600 milioni di euro. Il consigliere verde Roggiolani ritiene che l´utile di Enel sia di 300 milioni di euro, che alla Regione arrivi un´elemosina di 9 milioni e che la Toscana dovrebbe pretendere di più per investire in impianti sicuri.</strong></p>
<p>«Abbiamo ottenuto vantaggi tre volte più ingenti rispetto al passato. Con l´accordo abbiamo portato da 10 a 16,7 i milioni di euro che ogni anno arrivavano su un territorio, ai quali abbiamo aggiunto 130 milioni da qui al 2024. E a questi vanno sommati i 250 milioni che Enel si è impegnata ad investire in ricerca. Il protocollo è un punto di partenza con il quale Enel si impegna ad avere attenzione alle istanze dei territori e a &#8220;congelare&#8221; lo sviluppo della geotermia sull´Amiata in attesa del risultato degli studi. L´accordo prevede la richiesta della certificazione ambientale Emas, anche se molte delle centrali sono già certificate Iso 9000. E che Enel sperimenti forme di sequestro della Co2 e si uniformi alle indicazioni di Arpat sui monitoraggi delle emissioni per le quali la normativa ad oggi non stabilisce limiti come ammoniaca e acido borico.</p>
<p><strong>DOMANDA: Perché avete fissato a 50 microgrammi litro la tollerabilità umana dell´arsenico quando la quota ammessa per non nuocere alla salute umana è di 10 microgrammi litro?</strong></p>
<p>«E´ stato consentito da decreto dei ministeri della salute e dell´ambiente, su parere del consiglio superiore di sanità, e comunque raramente l´arsenico nelle acque dell´Amiata supera i 10 microgrammi al litro <em>(L&#8217;acquedotto del Fiora riporta come MEDIA ANNUALE ad arcidosso 12 microgrammi NdR)</em>, al massimo è arrivato a 28 ad Abbadia San Salvatore. Ciò non toglie che la questione sia degna della massima attenzione e perciò il problema sarà definitivamente risolto con l´installazione entro l´anno degli abbattitori»</p></blockquote>
<p>da <a href="http://www.sienanews.it/news_v.aspx?ID=39125">SienaNews</a>:</p>
<blockquote><p><span id="lbl_centrale" class="testo10"><font><font style="line-height: 16pt">Il 2008 sarà l’anno nel quale l’impegno profuso da Acquedotto del Fiora negli anni passati per il miglioramento della qualità dell’acqua erogata taglierà il primo importante consistente traguardo. L’obiettivo, infatti, è quello del rientro in conformità delle acque interessate dall’istituto della deroga al D.Lgs. 31/01, relativamente al parametro arsenico.  </font></font></span></p></blockquote>
<p>l&#8217;Arsenico non è un problema nuovo: già nel 2002 l&#8217;Arpat emanò una circolare in merito:</p>
<p><a href="http://www.arpat.toscana.it/acqua/ac_usoumano_documenti_arsenico.pdf">http://www.arpat.toscana.it/acqua/ac_usoumano_documenti_arsenico.pdf </a></p>
<p>Da <a href="http://www.lenntech.com/italiano/elementi-e-acqua/arsenico-e-acqua.htm">Lenntech</a>:</p>
<blockquote><p><span lang="it"><strong>Quali sono gli effetti sulla salute dell&#8217;arsenico in acqua?<br />
</strong><br />
</span><strong>Le malattie derivanti dall&#8217;arsenico sono solitamente causate dal consumo di acqua potabile contaminata</strong>. In passato veniva usata usata come veleno, perché i sintomi di avvelenamento da arsenico sono simili ai sintomi del colera e quindi il fattore intenzionale era nascosto.</p>
<p>&#8230;.</p>
<p>La quantità totale di arsenico nel corpo umano è pari a circa 0.5-15 mg. Molti composti di arsenico sono assorbiti per il 60-90%, ma essi sono anche espulsi facilmente. Gli esseri umani possono sviluppare resistenza a determinate concentrazioni di arsenico. Subito dopo l&#8217;assorbimento l&#8217;arsenico può essere trovato in fegato, milza, polmoni e nel tratto digestivo. La maggior parte del arsenico è espulso ed residui possono essere trovati in pelle, capelli, unghie, gambe e denti. In circostanze di esposizione prolungata, molti organi possono essere danneggiati, può verificarsi pigmentazione della pelle, caduta di capelli e la crescita delle unghie può arrestarsi.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>I sintomi di avvelenamento da arsenico acuto sono nausea, vomito, diarrea, cianosi, aritmia cardiaca, confusione ed allucinazioni. I sintomi di avvelenamento da arsenico cronico sono meno specifici. Includono depressione, intorpidimento, disordini di sonno ed emicranie.<br />
Gli effetti sulla salute relativi all&#8217;arsenico non sono solitamente acuti, ma comprendono principalmente cancro, soprattutto della pelle. L&#8217;arsenico può causare peso basso alla nascita e aborto spontaneo. L&#8217;arsenico in acqua potabile è una questione di importanza globale, <strong>quindi il limite legale è stato diminuito a 10 μg/L</strong>.</p>
<p>&#8230;.</p></blockquote>
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