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Acqua: un diritto, non una merce

  • Posted by O-Zone on 21 aprile 2009
  • Ci segnalano un articolo di Piero Ricca sull’Acqua:

    Non ha destato particolare scandalo la legge 133, approvata con voto di fiducia (e con gli italiani sotto l’ombrellone) il 6 agosto 2008, dov’era nascosto l’articolo 23 bis con il quale si fa obbligo ai comuni di privatizzare tutti i servizi pubblici locali entro il 2010, compresi i servizi idrici. Che cosa vuol dire in concreto?  Che la gestione dell’acqua potabile dev’essere messa sul mercato, a disposizione del miglior offerente, cioè di quel pugno di grandi società che si spartiscono il mercato nazionale e internazionale dei servizi idrici.

    ….

    “Le ragioni per opporsi con determinazione alla privatizzazione dell’acqua sono numerose” afferma Emilio Molinari, punto di riferimento del comitato italiano del Contratto Mondiale per l’Acqua. “Poche grandi corporation domineranno il mercato di un bene primario per la vita, decidendo tariffe e investimenti con criteri meramente aziendali; dove l’acqua è già nelle mani dei privati le bollette aumentano e la qualità si abbassa. Emblematico il caso di Aprilia, con aumenti delle bollette superiori al 200 per cento. Privatizzare tutta l’acqua potabile del nostro Paese è un terribile salto nel buio, è privatizzare la vita stessa dei cittadini italiani, giocarla in borsa, consegnarla al profitto privato, nelle mani di un cartello monopolistico di 4 multiutility (Acea, Iride, Hera, A2A), di 2 multinazionali francesi (Suez-Lyonnais des eaux e Veolia), di alcune banche come il Monte dei Paschi e imprenditori come Caltagirone e Pisante”.

    ….


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