July 30, 2010 - Fri

Cerca nel sito:

« PreviousNext »

Geotermia e Monte Amiata

  • Posted by O-Zone on 23 maggio 2008
  • Riceviamo e pubblichiamo:

    L’attacco che nei giorni scorsi la Regione Toscana ha diretto al vulcanologo Andrea Borgia è infondato, infatti è la stessa relazione dell’Università di Siena a dare ragione allo scienziato. Chiunque, leggendo la relazione, se ne può accertare. Borgia suggeriva alla Regione di assumere un atteggiamento di prudenza, in quanto la riduzione del livello della falda freatica dell’Amiata, provocata dallo sfruttamento geotermico, aveva portato in altri campi geotermici del mondo ad eruzioni idrotermali ed a inquinamento della falda acquifera. Aveva altresì riportato una serie di eventi eruttivi collegati con lo sfruttamento geotermico, avvenuti negli ultimi 15 anni in Amiata, in conseguenza dei quali vi erano stati rilevanti danni alle persone, agli animali, all’ambiente e alle cose. Ma veniamo al dunque.
    Punto primo, pericolo di eruzioni idrotermali. In breve, l’Università di Siena afferma che è azzardato paragonare gli effetti ambientali ed i rischi di eruzioni idrotermali di altri campi geotermici alla situazione amiatina. Ovviamente chiunque è d’accordo: Siena non nega la possibilità che vi possano essere eruzioni idrotermali in Amiata (come potrebbe, se già ve ne sono state), dice soltanto che gli effetti ed i rischi connessi sono necessariamente diversi. Come mai si vuole travisare quanto scritto da Siena, per denigrare l’operato di Borgia?

    Punto secondo, riduzione drastica del livello della falda acquifera. Consta precisare che questa riduzione non è stata calcolata da Borgia, ma misurata dalla Dr.ssa Manzella del Cnr di Pisa per la Regione, tanto che a seguito di queste misure, e dando retta a Borgia, la Regione ha richiesto che nel bilancio idrico dell’Amiata fosse inclusa anche l’estrazione di vapore dal campo geotermico. Siena risponde che dal 1994 ad oggi non vi è stata una variazione significativa nelle portate della Galleria Nuova delle sorgenti del Fiora. Di nuovo Siena è d’accordo con Borgia, lo sfruttamento dei campi geotermici superficiale e profondo è iniziato, infatti, rispettivamente negli anni ’50-60 e negli anni ’80. La riduzione dell’acquifero, nel ’94, c’era già stata; non per niente la prima eruzione idrotermale è del 1992! Senza contare che le sorgenti in quota sono ormai in secca totale. Come mai si vuole di nuovo travisare quanto scritto nella relazione di Siena per denigrare Borgia?

    Punto terzo, l’eruzione di acqua, vapore e gas incondensabili dai camini della miniera di Abbadia San Salvatore. L’Università di Siena sottolinea che si tratta di “sondaggi minerari”, da cui si registrava la fuoriuscita di gas addirittura già dalla fine degli anni cinquanta. Cioè, Siena nemmeno discute la natura di tali eruzioni, tanto questa è palese, ma addirittura sottolinea che fin dagli anni ’50 vi erano emissioni di gas geotermici. Ma guarda, si è sempre saputo che vi è un contatto diretto tra campo geotermico, falda acquifera e superficie. Come mai, impunemente, qualcuno tuttavia si adopera a negarlo?

    Punto quarto, inquinamento della falda acquifera. Di nuovo Siena, e con lei Borgia, ha ragione, anche i bimbi conoscono la pentola che bolle. L’acqua scende in basso alimentando il sistema geotermico dove si riscalda e, diventata più leggera, torna a salire mescolandosi e inquinando l’acquifero superficiale. Ovviamente l’Università di Siena si concentra solo sull’acqua che dall’acquifero scende nel campo geotermico, perché è questo fenomeno che impoverisce l’acquifero. E per quanto riguarda il progressivo inquinamento della falda sono proprio i dati Arpat allegati alla relazione dell’Ateneo senese che lo dimostrano. L’inquinamento delle sorgenti infatti aumenta nel tempo, e spesso l’Arsenico supera di molto i limiti di legge. Ma allora viene da domandarsi come mai vi è stata una presa di posizione così vistosa contro Borgia da parte della Regione?Probabilmente perché chi ha scritto le conclusioni della relazione non l’aveva letta bene! Vuole adesso la Regione prendere in considerazione la proposta del Prof. Borgia di ridurre al minimo la produzione di vapore dal campo geotermico per permettere all’acquifero di ricaricarsi, così da evitare ulteriori pericoli e crisi idriche alla popolazione (ultima quella del 26 aprile scorso a Castiglione d’Orcia)?

    Comitati per la Salvaguardia dell’Ambiente del Monte Amiata Est e Ovest; Comitato Val d’Orcia Crete Senesi; Coordinamento Comitati Ambientali Provincia di Grosseto; Italia Nostra, Sezioni di Siena e di Grosseto; Circolo Legambiente Chianciano, Montepulciano, Chiusi e Sarteano (22 maggio 2008)


    Leave a reply


    Le nostre iniziative:

    Ultimi articoli:

    Rss Feed